Chi siamo

Le comunità del Messaggio di Silo sono gruppi di persone che si incontrano per realizzare le meditazioni e leggere e sperimentare i temi del Messaggio. Ce ne sono in tutto il mondo: al Messaggio partecipano persone di ogni cultura, atei e credenti di qualunque religione, e ovviamente gente di tutte le età. A Roma ne esistono diverse.
Le persone che contribuiscono a questo blog, inoltre, organizzano incontri di meditazione per chiunque voglia sperimentarla (a Villa Celimontana e presso "Spazio espositivo Medina", a via Poliziano 34).

Le Comunità del Messaggio. Libera Interpretazione e Libera Aggregazione.

Qualsiasi gruppo di persone che condividano idee, sentimenti e procedimenti basati sul Messaggio può essere considerato come una Comunità del Messaggio. Queste "comunità" poggiano su due pilastri: la libera interpretazione del Messaggio e la libera aggregazione intorno ad esso.

Dalla libera interpretazione scaturiscono posizioni diverse e persino opposte, che debbono essere riconosciute con totale apertura e libertà di pensiero. Ciò esclude, evidentemente, che una posizione o una interpretazione venga considerata come l’unica corretta.

Dalla libera aggregazione sorgono modi diversi di organizzarsi per realizzare le esperienze e gli studi che vengono proposti nel testo. Qualunque sia l’organizzazione che una comunità adotti, le decisioni di insieme si assumono per consenso o, in mancanza di questo, a votazione diretta.
 

I punti difficili: l’immortalità e il Sacro

Ogni essere umano deve disporre del pieno diritto di credere o di non credere nell’immortalità e nel sacro. Il Messaggio attribuisce la massima importanza a questi due temi perché la vita di una persona si orienta in modo diverso in base alla posizione che si assume rispetto ad essi. Il Messaggio affronta le difficoltà di esaminare apertamente le credenze fondamentali scontrandosi con le censure e le autocensure che inibiscono il libero pensiero e la buona coscienza.

Nel contesto della libera interpretazione, per alcuni l’immortalità è riferita alle azioni compiute in vita ma che hanno una continuazione nel mondo nonostante la morte fisica. Per altri, la memoria che rimane conservata negli esseri cari, come pure nelle società, garantisce la persistenza dopo la morte fisica. Per altri ancora, l’immortalità è accettata come persistenza personale in un altro livello di esistenza.

Continuando con la libera interpretazione, alcuni sentono il sacro come l’affetto più profondo. Per loro, i figli o altri esseri molto amati, rappresentano il sacro e possiedono un valore massimo che non deve essere svilito per nessun motivo. C’è chi considera sacro l’essere umano e i suoi diritti universali. Altri sperimentano la divinità come l’essenza del sacro.

Le diverse posizioni assunte nei confronti dei temi dell’immortalità e del sacro non devono essere semplicemente “tollerate”, ma genuinamente rispettate. Questo è l’atteggiamento che si assume nelle comunità che si formano intorno al Messaggio.


Le nostre esperienze col Messaggio



Qui raccogliamo racconti di esperienze personali con il Messaggio. Speriamo di arrivare a raccogliere testimonianze molto diverse tra loro...qui la diversità è un pregio, giacché ognuno vive il Messaggio a modo suo.


Paolo

In queste poche righe parlo soltanto del primissimo approccio al Messaggio, altrimenti ci sarebbe fin troppo da dire su tutte le trasformazioni avvenute dentro e fuori di me in questi anni.

Quando ho incontrato il Messaggio di Silo, mi sono immediatamente riconosciuto in colui che porta “il fallimento nel cuore”. Nel capitolo “Il  non senso” mi sono sentito preso per mano. A un certo punto leggo, ed è solo per fare un esempio, “’Ciò che si deve fare’ può essere totalmente messo in discussione e niente sostiene definitivamente le spiegazioni date”. Ho provato il piacere di ascoltare qualcuno che non se la voleva raccontare, giustificare, con ragioni che partono sempre da premesse più o meno implicite che si fondano sul nulla. Mi è stata quindi indicata una strada di accesso al profondo, lì dove tutti gli esseri umani si incontrano al di là del proprio tempo e del proprio spazio, formazione, biografia. Ma è l’atteggiamento, forse ancor prima che i contenuti, così radicalmente sincero, pulito, senza infingimenti, dal sapore così autentico, che mi ha conquistato.

Io non ho avuto la fortuna di incontrare Silo di persona, ma quando ho avuto occasione di vederlo in video, ho provato un’emozione molto forte.

Così ho cominciato a leggere e studiare i suoi scritti, a partecipare a seminari e soprattutto a continuare ad approfondire il Messaggio attraverso lo studio, l’interscambio con gli altri messaggeri e la pratica delle cerimonie, in particolare l’Uffizio.

Così il Messaggio si è  insinuato soavemente nella mia vita quotidiana.